Dopo la gara di mountain bike di domenica sono arrivato a casa giusto in tempo per vedere il Campionato Italiano di ciclocross sulla Rai, categoria Elite.

La cronaca e le immagini sono state a dir poco uno scandalo; e non potrebbe essere altrimenti, visto la non qualificata presenza dei commentatori. Mi ricordo di quando sono stato selezionato per la prova di Coppa del Mondo di Milano, mamma e papà Guerciotti, e alla sera prima sono stato ad un tavolo vicino a quello di Sgarbozza e Fabretti, e sentivo dire fra loro “ma tu ne conosci qualcuno di questi del ciclocross? Cosa diciamo domani?” E di risposta: “no, non conosco nessuno, ma vedrai qualcosa ci inventeremo…”. Quindi la Federazione e la Rai, con tutti gli ex-crossisti o appassionati di settore, non trovano di meglio di riciclare i 2 commentatori delle corse su strada e “adattarli” al ciclocross.
Quanto è importante il commentatore in uno sport? Moltissimo: basta vedere i risultati che hanno ottenuto con bravi commentatori altri sport, a partire dal funambolico commentatore della Superbike che ha sparato gli ascolti in alto; i commentatori del Motomondiale, molto carismatici; l’atletica, con Bragagna sempre informato su tutto. E noi, con il ciclismo? Noi affondiamo. Commentatori che non hanno esperienza di competizioni, che non conoscono la storia del ciclismo, che conoscono pochi corridori e continuano sempre a ricordare gli stessi, come è successo ieri con Franzoi (l’unico che conoscono).
REGIA: VOTO ZERO: accendo la tele nel momento che Franzoi cade, evidentemente per un problema tecnico. La regia cambia inquadratura e i commentatori non si accorgono di nulla. Dopo 15 secondi urlano il classico “attenzione”, e ripetono il replay della caduta di Franzoi fino alla nausea.
In gara continuo a vedere i primissimi, e poi ogni tanto si stacca e si passa a dei doppiati; il 4° lo si è intravisto ogni tanto solo di striscio. Neanche una inquadratura ai box, che è una delle zone più spettacolari in una gara di ciclocross.
La gara viene decisa su un doppiaggio, dove Fontana ha un intoppo e Silvestri ne approfitta per attaccare; ovviamente la regia non se ne accorge e non stacca mai la telecamera da Silvestri, mentre Fontana rimaneva staccato e iniziava un furioso inseguimento.
Si arriva poi al delirio totale quando all’ultimo km la regia riesce a perdersi la testa della corsa, per poi capire che il primo è Silvestri quando alza le mani sotto all’arrivo.
COMMENTO: VOTO ZERO: E’ palese che nessuno dei 2 commentatori conosce nemmeno un atleta; per stilare l’ordine d’arrivo, aspettano il passaggio sotto il traguardo, ascoltato lo speaker Brambilla (sempre splendido nel suo lavoro) e ripetono quello che dice lui.
Non riescono a nominare nessun altro, se non i 2 nomi che conoscono Franzoi e Fontana. Urlano al miracolo ed alla sorpresa quando vedono fra i primi Silvestri, e lo paragonano al negativo con Fontana “che guida alla grande”. Forse perchè non conoscono Silvestri, non sanno quanto và forte, e non lo hanno mai visto saltare 3 pali di legno in salita in gara internazionale.
Non una sola parola spesa per l’inossidabile Marco Bianco, da 10 anni sul podio tricolore.
Non si accorgno nemmeno di striscio dell’incidente con il doppiaggio occorso a Fontana, non sanno palesemente giudicare un distacco, non un commento tecnico su chi saliva le rampe ripide a piedi o in bici, non un commento sul cambio bici ai box o sul passaggio degli ostacoli. Semplicemente un salotto di invitati, con Fausto Scotti, Eva Lechner, ma della corsa in sè si interessano veramente poco.
FCI: VOTO ZERO: La gara viene praticamente decisa per un doppiaggio, dove Fontana incappa e cade (anche se i commentatori non se ne sono accorti). Perchè i doppiati non vengono fermati? In Coppa del Mondo vieni fermato prima del doppiaggio: ci sono dei giudici lungo il percorso, che quando vedono che un atleta sta per essere doppiato prima che i primi sopravvengano tirano fuori dal percorso l’atleta prossimo al doppiaggio. Ieri si è visto problemi con i doppiaggi in ogni momento.
Nel salotto di Fabretti si parla di accorpare Elite e Under 23 per un unico titolo, ma di questo se ne parla da anni. Il ciclocross non è come la bici da corsa, e i giovani non hanno un handicap dato dal fondo e dalla distanza, anzi, spesso gli Under 23 vanno più forte degli Elite, e questo è dimostrato in tutti i Campionati Nazionali in giro per l’Europa. Salvo poi fare partire 80 atleti in un colpo solo su un percorso di 2,5km come è successo quando gli Italiani li ho corsi io. Praticamente una corsa mezza persa in partenze. Ci dovrebbe essere un regolamento che prevede l’inserimento degli atleti in griglia in base ai punti, ed invece mi ero trovato davanti in griglia una quindicina di Under 23, “per favorire i giovani”, che non avevano i miei punti. Poi naturalmente però Franzoi o Fontana, anche se non partecipano alle gare per fare punti, hanno la libertà di partire davanti ugualmente. Ora se vogliono veramente accorpare le categorie, allora che accorpino anche i punteggi durante tutta la stagione. E sarà ora che all’Italiano possano partire i corridori selezionati, perchè vedere in gara ancora persone sui 60 anni che vengono doppiati 6 volte non mi sembra una grande immagine per l’ambiente del cross.
Per tanto impegno che Commissario Tecnico e Federazione professano, ieri al Campionato Italiano hanno ottenuto zero pubblico sul percorso. Forse dovrebbero rivedere qualche punto, e mettere un pò di serietà in quel che fanno, non considerare sempre il ciclocross come un gioco prima delle gare su strada.





13 comments
Devis says:
gen 15, 2012
Ciao Stefano! Spero che il tuo commento possa veramente servire a migliorare la qualità di questo fantastico sport.
Grazie.
marco says:
gen 25, 2012
ti stimo Ste!!! ci andrebbe un ” virgolone nero x boggia!! tutti in piedi sul divanooooo!!!!!!!!!”
Purtroppo si era fatto qualche passo in avanti…ma ora se ne stano facendo altrettanti indietro….
stefanoboggia says:
gen 25, 2012
grazie mille! Troppi passi indietro….troppi….sembra un accanimento mediatico contro il ciclismo….
Franco says:
gen 25, 2012
Bravissimo, hai fatto una analisi attenta, lucida e anche molto articolata. Spero che tu abbia più fortuna nella tua vita lavorativa attuale più di quanta ne abbia avuta con il ciclismo professionistico. Un grande in bocca lupo e un abbraccio.. Franco B.
Emanuele says:
gen 25, 2012
Complimenti per come hai scritto…ormai la Rai si diletta nel mostrare sempre i soliti sport e quando per sbaglio fanno vedere qualcosa di diverso non sono minimamente all’altezza di gestire la situazione…più di 1 mese fa mi sono guardato una gara di coppa del mondo di sci Nordico (FONDO) e la telecronaca faceva passare la voglia di guardare pure a me che di quello sport sono un appasionato e agonista…figuriamoci se una persona che gira per sbaglio i canali e si imbatte in una presentazione del genere possa pensare di continuare a seguire quello sport/competizione…zero entusiasmo=zero pubblico!
stefano says:
gen 25, 2012
Approvo in pieno ciò che hai scritto!più competenza e migliore regia nelle telecronache non possono che migliorare le competizioni fuoristrada!
tony says:
gen 29, 2012
Perche non farle commentare da un grande ex campione come il grande…….pontoni almeno lui non sparerebbe cazzate come quei due dementi o al masimo da un altro ex campione come bramati loro sii che sono esperti……grazie …..
gianluca says:
gen 29, 2012
se si vuole rilanciare questo sport il primo passo da fare é lasciare a casa sgarbozza e fabbretti. Non se ne puo piu. Basta. Secondo i percorsi, la maggior parte non sono nemmenp parenti di quelli del belgio. Terzo il piu difficile, montepremi serio per attirare qualche straniero valido ed alzare il livello.
stefanoboggia says:
gen 30, 2012
I montepremi non è cosa facile, perchè non c’è soldi. Ma sui percorsi per esempio basterebbe fare 2 controlli: qui in Toscana ho corso a volte su percorsi da 1km al giro! Come i bambini! E quando ho organizzato io la gara, mi hanno criticato per percorso troppo lungo (3200m). Non sanno nemmeno il regolamento! I percorsi da ciclocross vanno fino a 3,5 km al giro, e al Nord sono tutti piuttosto lunghi. In Svizzera ed in Cecoslovacchia ci sono anche salite non da poco, che invece qui sono state eliminate tutte.
Gianluca says:
gen 30, 2012
Ovviamente per i $$$ è sempre difficile e forse mai come ora. Però credo che con cifre più che abbordabili si riesca a metter sù un montepremi finale dignitoso. Ho visto sul sito della FCI dello scorso anno i montepremi per la classifica finale del giro… be in alcune GF è sicuramente più alto. Possibile che non si trovano un paio di sponsor tecnici ed un paio generalisti per metter lì 20.000/30.000 per la class. finale
stefanoboggia says:
gen 31, 2012
Questo è l’assurdità del giorno d’oggi: le gare amatoriali trovano più sponsor delle gare dei dilettanti. Basta guardare i numeri che fanno: migliaia di Gran Fondo organizzate in tutta Italia, mentre le gare di juniores, dilettanti, che si parli di strada, ciclocross o pista, diminuiscono sempre più. Probabilmente gli organizzatori delle gare amatoriali si sanno vendere meglio. Ma se la Federazione non buttasse via i soldi in inutili ritiri collegiali con la nazionale (che effettua ritiri lunghissimi con un numero enorme di atleti), si potrebbe sicuramente fare qualcosa di meglio anche sui premi, e magari anche su qualche rimborso spese per chi arriva da lontano.
arturo falaschi says:
gen 30, 2012
Ciao Stefano, ti faccio i complimenti per il tuo articolo sulla Rai e ti invio copia di alcune riflessioni inviate ad autorevoli riviste specializzate
Il giorno dopo il Mondiale di ciclocross, cominciano ad arrivare giustificazioni sui risultati dei nostri azzurri, visto la deludente prestazione della squadra. Se mi è concesso, vorrei fare alcune considerazioni in merito e sarebbe veramente bello se dall’alto della sua esperienza e cultura, facesse sapere il suo pensiero ai lettori di bicisport. Il ciclocross è ormai, nonostante la sua storia, la Cenerentola delle specialità ciclistiche, almeno in Italia.Già a livello giovanile le società impediscono o in alcuni casi non favoriscono i ragazzi tesserati, a partecipare a gare di ciclocross. Tutto ciò con motivazioni veramente assurde del tipo: i ragazzi si rovinano le gambe; i ragazzi debbono staccare dopo la stagione della strada; i ragazzi debbono riposare; i ragazzi debbono andare in palestra o in piscina, insomma possono fare di tutto fuorchè il ciclocross. I calendari del ciclocross in alcune regioni sono veramente miserevoli e qua penso che anche la Federazione non sia immune da colpe, visto che anche il Campionato Italiano è stato organizzato in un sito che niente aveva a che fare con quello che gli azzurri avrebbero trovato al Mondiale. L’Italiano corso su ghiaccio, il Mondiale su Sabbia. Complimenti proprio una bella programmazione! E pensare che proprio la Federazione dovrebbe essere sensibile e propositiva, nei confronti di uno sport, il ciclismo, in crisi di tesserati giovanili, vista la estrema pericolosità delle nostre strade e vista anche la cattiva fama che ci portiamo dietro a causa del doping, cosa c’è di più facile, sicuro, economico, (a proposito di crisi) e divertente che mettere dei ragazzi in mezzo ad un prato e farli giocare con delle due ruote a pedali? Certamente non sarà figo scorazzare nel fango con una bici, ma sicuramente sarà educativo, sano e divertente. Forse con il tempo potremmo vedere qualche famiglia in più avvicinarsi al ciclismo e magari tra qualche anno vedere anche i ragazzi Azzurri partecipare a gare internazionali alla pari con altri paesi e non come ora che veniamo bastonati come se non fossimo il paese di Coppi Bartali e Longo. Per finire mi piacerebbe se anche lei e la sua rivista collaboraste a far tornare questa disciplina ai fasti di un tempo.
P.S.: Per le categorie Esordienti, Allievi e Juniores la seconda domenica dei mesi di Aprile, Maggio, Giugno e Luglio sarà vietata l’attività su strada, per favorire discipline alternative, vogliamo scommettere che le gare di ciclocross in tutta Italia si conteranno sulle dita di una mano?
Viva il CICLOCROSS
stefanoboggia says:
gen 31, 2012
confermo in pieno! Io stesso nelle categorie giovanili volevo praticare ciclocross, ma non mi è mai stato concesso. Tanto che una volta sono partito ad una gara di ciclocross con la bici da corsa pura! E’ stato a Laigueglia, sulla sabbia.
Lo stesso problema ce l’ha anche la pista: i dirigenti delle squadre giovanili insinuano che fà male agli stradisti….ma anche sui personaggi che “allevano” i giovani, ci sarebbe da fare tutto un articolo a parte!