Leggo su alcuni forum che la gente un pò “ci crede”, molti appassionati pensano che si sia fatta un pò di piazza pulita, che ci siano molti controlli e che da lì difficilmente si scappa. Molti credono che i risultati degli ultimi tempi, dopo la bufera doping partita dal caso Pantani, siano più veri, grazie soprattutto a controlli efficienti e mirati.

Non è vero. E vi spiego il perchè. Di motivi ce ne sono tanti, e ora parto a spiegarne uno su tutti: i prodotti dopanti che non vengono e probabilmente non verranno mai rintracciati da qualsiasi prova antidoping. Ce ne sono di 2 tipi: quelli che sono talmente simili alla produzione naturale del corpo, come per esempio il GH, ovvero Ormone della crescita (Growth factor), con tutti i suoi derivati – IGF e varie – ed un secondo tipo: le sostanze dopanti nate appositamente per gli sportivi, e per dopare gli sportivi.

Dovete sapere che le grandi case farmaceutiche, come per esempio la Roche, azienda svizzera come la maggior parte delle case farmaceutiche, già produttrice 70 anni fà del gas utilizzato dai Nazisti nelle famose docce per Ebrei, ricavano il 70% dei loro introiti vendendo prodotti diciamo proibiti; ovvero non per cure mediche. Quindi è logico che le case farmaceutiche pensino a produrre più per dopare che non per guarire.

Uno dei primi scandali sui prodotti dopanti creati appositamente per lo sport è nato dall’atletica, e più precisamente da Marion Jones, ex-campionessa mondiale di velocità, che in una turbinosa vicenda che includeva problemi di copia con il marito, dichiarò di aver preso prodotti della società americana Balco, e alcuni di loro erano creati appositamente per non essere mai rintracciati dai controlli antidoping.

Si trattava del THG, Tetrahydrogetrinone, un anabolizzante, cioè una sostanza in grado di assumere più massa muscolare, e quindi più forza.

Qualsiasi anabolizzante è rintracciabile facilmente nelle urine, ma questo no, perchè appunto pensato per non essere trovato. E dopo lo scandalo Jones e di suo marito, l’hanno cercato e trovato in un sacco di atleti americani, così tanti che hanno steso un velo pietoso e hanno camuffato tutto. Insomma, il THG ormai era conosciuto e quindi scovato, ma subito dopo la voce non provata che gira negl’ambienti sportivi è che sia nato una sorta di THG2, rivisto e corretto per superare i controlli anche al THG (i quali comunque non risultano da alcuna parte eseguiti in Europa).

Un utilizzo nel ciclismo non è ovviamente documentato, non essendo rintracciabile, ma vi posso assicurare che stando in gruppo nel periodo in cui ero professionista si vedevano certe masse muscolari aumentare ad occhio nudo. Atleti di costituzione esile, anche se molto forti ciclcisticamente, anzi diciamo proprio Campioni del Mondo, erano diventati nel giro di pochi anni dei veri e propri vitelli, con un collo da bue e gambe da culturista. E sapendo che qualsiasi altro anabolizzante è facilmente riscontrabile all’antidoping, non rimane che questa soluzione. Almeno per la massa muscolare; poi per sostanze riguardanti l’ossigenazione, ne parlo in altro articolo.